SOCIETA’ ESTINTE

 

NOTIFICA DIRETTA DEGLI ACCERTAMENTI AI SOCI
Il Fisco punta i soci delle società estinte, attraverso la notifica diretta degli accertamenti nei confronti degli stessi senza passare prima con un atto notificato alla società .
Con la sentenza n. 9094 del 2017 la Cassazione ha affermato che “ la possibilità di sopravvenienze attive o anche semplicemente la possibile esistenza di beni e diritti non contemplati nel bilancio non consentono di escludere l’interesse dell’Agenzia a procurarsi un titolo nei confronti dei soci, in considerazione della natura dinamica dell’interesse ad agire”. Tale considerazione legittima l’azione del Fisco direttamente nei confronti dei soci della società estinta per eventuali “sopravvenienze”, che a titolo esemplificativo potrebbe essere un atto di accertamento emanato dopo la cancellazione dal Registro delle Imprese della società.
A conferma di tale orientamento vi è anche la sentenza n. 12953/2017 della Corte di Cassazione dove si precisa che l’atto di accertamento emesso nei confronti di una società estinta risulta correttamente notificato ai soci che divengono i successori dei debiti rimasti inevasi.
A tal proposito è bene chiarire che la responsabilità dei soci e dei liquidatori, per le imposte non pagate dalla società (art. 36 Dpr 602/1973) entra in gioco quando hanno ricevuto dagli amministratori, nel corso dei due periodi d’imposta precedenti alla liquidazione, denaro o altri beni sociali. Non si tratta di una responsabilità in solido dei soci con la società.
Pertanto per poter aggredire i soci è necessario un precedente atto valido nei confronti della società, in merito a ciò non si ritiene valido l’atto notificato a una società estinta che di fatto non può esercitare il suo diritto di difesa.
In conclusione, sotto il profilo fiscale, non si può ritenere valido l’accertamento nei confronti della società estinta, notificato direttamente al socio.

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