CONSULENZA ALLE IMPRESE – OLTRE LA VISIONE COMUNE

ISOLE CAYMAN FISCALMENTE “TRASPARENTI”

È arrivato ieri dal Senato il via libera alla ratifica dell’Accordo tra Italia e Isole Cayman, già sottoscritto a Londra il 3 dicembre 2012. Anche questo accordo, come quello già concluso con Principato di Monaco, Liechtestein e Svizzera, è basato sul modello elaborato dall’Ocse “Tax Information Exchange Agreement” (Tiea), per agevolare lo scambio di informazioni su richiesta tra Stati che, in genere, non hanno sottoscritto una convenzione contro le doppie imposizioni.

In previsione di tale ratifica, si era già provveduto a cancellare le Isole Cayman dagli Stati black list ai fini dell’indeducibilità dei costi ex art. 110, co. 10-12 bis del Tuir.
Per quanto riguarda l’indeducibilità dei costi black list, rispetto all’originaria versione del D.M. 23.01.2002, con il D.M. 27.04.2015 stati espunti, oltre alle Isole Cayman, anche i seguenti Stati: Alderney (Isole del Canale, Anguilla, Antille Olandesi, Aruba, Belize, Bermuda, Filippine, Gibilterra, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Isola di Man, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Jersey (Isole del Canale), Malesia, Montserrat.

A seguito dell’entrata in vigore dello scambio di informazioni fiscali, le Isole Cayman saranno considerate white list ai fini del monitoraggio fiscale. La C.M. 38/E/2013 ha chiarito infatti che la lista dei Paesi collaborativi include tutti quegli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni tramite una Convenzione contro le doppie imposizioni ad altri accordi.

Tratto da Fiscal focus