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  1. VOUCHER PER FORMAZIONE PERSONALE AZIENDALE – REGIONE PUGLIA

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    È possibile la formazione continua di dipendenti, amministratori, soci o titolari di imprese, attraverso l’utilizzo di buoni aziendali erogati dalla Regione Puglia.
    L’importo del contributo a fondo perduto è il seguente:
    – €uro 5.000 per imprenditori e dirigenti;
    – €uro 3.500 per lavoratori occupati.
    Il voucher permette di frequentare dei corsi (ad es. di lingue straniere, gestione sistema aziendale, attività affini con il proprio settore, ed altre) al fine di potenziare le competenze del personale e renderlo competitivo. Possono usufruire di questo strumento tutte le imprese che operano nel territorio della Regione Puglia e in regola col pagamento di contributi, imposte e tasse.


    Per maggiori informazioni contattare lo studio Masciulli & Partners

  2. BANDO PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLE IMPRESE

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    A partire dal 19 settembre 2017 le imprese della Puglia appartenenti a tutti i settori merceologici potranno beneficiare di un pacchetto di agevolazioni per investimenti diretti alla riduzione del costo dell’energia per programmi di spesa compresi fra 80.000 euro e 4.000.000 di euro.
    I progetti ammissibili potranno riguardare:
    1. l’efficientamento energetico (compresi gli interventi sull’immobile)
    2. la cogenerazione ad alto rendimento
    3. la produzione di energia da fonti rinnovabili
    La misura non prevede mezzi propri da parte dell’impresa il cui fabbisogno finanziario sarà coperto da:
    1. mutuo regionale del 30% a tasso agevolato della durata di 8 anni di cui 2 di preammortamento
    2. mutuo bancario del 30% a normali tassi di mercato
    3. contributo a fondo perduto de 40%
    Per maggiori informazioni contatta lo studio Masciulli & Partners.

  3. SOCIETA’ ESTINTE

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    NOTIFICA DIRETTA DEGLI ACCERTAMENTI AI SOCI
    Il Fisco punta i soci delle società estinte, attraverso la notifica diretta degli accertamenti nei confronti degli stessi senza passare prima con un atto notificato alla società .
    Con la sentenza n. 9094 del 2017 la Cassazione ha affermato che “ la possibilità di sopravvenienze attive o anche semplicemente la possibile esistenza di beni e diritti non contemplati nel bilancio non consentono di escludere l’interesse dell’Agenzia a procurarsi un titolo nei confronti dei soci, in considerazione della natura dinamica dell’interesse ad agire”. Tale considerazione legittima l’azione del Fisco direttamente nei confronti dei soci della società estinta per eventuali “sopravvenienze”, che a titolo esemplificativo potrebbe essere un atto di accertamento emanato dopo la cancellazione dal Registro delle Imprese della società.
    A conferma di tale orientamento vi è anche la sentenza n. 12953/2017 della Corte di Cassazione dove si precisa che l’atto di accertamento emesso nei confronti di una società estinta risulta correttamente notificato ai soci che divengono i successori dei debiti rimasti inevasi.
    A tal proposito è bene chiarire che la responsabilità dei soci e dei liquidatori, per le imposte non pagate dalla società (art. 36 Dpr 602/1973) entra in gioco quando hanno ricevuto dagli amministratori, nel corso dei due periodi d’imposta precedenti alla liquidazione, denaro o altri beni sociali. Non si tratta di una responsabilità in solido dei soci con la società.
    Pertanto per poter aggredire i soci è necessario un precedente atto valido nei confronti della società, in merito a ciò non si ritiene valido l’atto notificato a una società estinta che di fatto non può esercitare il suo diritto di difesa.
    In conclusione, sotto il profilo fiscale, non si può ritenere valido l’accertamento nei confronti della società estinta, notificato direttamente al socio.

  4. NUOVA DOTAZIONE FINANZIARIA PER LE START-UP INNOVATIVE

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    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha appena rifinanziato con 95 milioni di euro Smart&Start, lo strumento che permette di creare impresa in qualsiasi settore purchè presenti profili di vera innovazione.

    Questo strumento è ideale per coloro che:

    a) vogliano sviluppare prodotti, servizi o soluzioni innovative nel mondo dell’economia digitale (“internet” diventa l’elemento abilitante del processo produttivo);

    b) intendano sfruttare un brevetto o una ricerca pubblica o privata per produrre un bene innovativo.

    Il progetto deve necessariamente essere compreso fra 100 mila e 1,5 milioni di euro ed è previsto un mutuo senza interessi del 70% (che può arrivare fino all’80%) e senza garanzie per la copertura dei costi di investimento e di gestione legati all’avvio del progetto, inclusi i costi del personale dipendente. Le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia beneficiano anche di una quota di finanziamenti a fondo perduto (20%).

  5. DETRAZIONE 30% PER CHI INVESTE NELLE START UP

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    La nuova manovra finanziaria del 2017, intende portare al 30% la detrazione per investimenti in Start-up innovative, sia per i soggetti privati che per aziende!

    Limite massimo per la detrazione
    – L’investimento è stato aumentato da 500.000 a 1.000.000 euro per ciascun periodo d’imposta.
    Es: se investi 1.000.000 di euro nel capitale di una start up innovativa puoi detrarre 300.00 euro
    Limite massimo per la deduzione:
    – Per i soggetti Ires il limite massimo è rimasto a 1.800.000 in ciascun periodo d’imposta

    L’incentivo resta valido se la quota non viene ceduta per almeno 3 anni.
    In entrambi i casi, la legge prevede che la cessione delle quote prima del termine stabilito comporta la decadenza del beneficio e il recupero della tassazione non versata nel caso in cui sia già stata utilizzata la detrazione in dichiarazioni precedenti, a cui si applicano gli interessi legali.
    Passano anche al 30% le percentuali di detrazioni irpef e di deduzione dal reddito d’impresa riservate alle start up a vocazione sociale, e per quelle che sviluppano servizi innovativi.
    Questa nuova soglia di detrazione, entrerà in vigore solo dal 2017 e dopo l’approvazione della UE, quindi non potrà essere applicata ai periodi di imposta degli anni precedenti.

  6.  FINANZIAMENTI PER L’IMPRENDITORIA GIOVANILE E FEMMINILE

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    Disponibili 150 milioni di euro sulla misura Nuove Imprese a Tasso Zero, l’incentivo gestito da Invitalia per promuovere la creazione di micro e piccole imprese costituite da una maggioranza di giovani (fino a 35 anni) o di donne (di qualsiasi età).

    Sono finanziabili le iniziative per:

    – la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli
    – la fornitura di servizi alle imprese e alle persone
    – il commercio di beni e servizi
    – il turismo

    L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero e senza garanzie (*) per progetti di spesa fino a 1,5 milioni di euro che copre il 75% delle spese totali ammissibili (per il 25% residuo è richiesto il cofinanziamento da parte dell’impresa, con risorse proprie o mediante finanziamenti bancari).

    La durata del piano di rimborso è stabilita in 8 anni a partire dal momento del completamento del piano di investimenti da realizzare entro 24 mesi dalla firma del contratto.

    Sono ammissibili le seguenti spese:

    – Terreno
    – Immobile
    – Ristrutturazione ed opere murarie
    – Impianti Macchinari Attrezzature
    – Brevetti, licenze e marchi
    – Servizi ICT
    – Formazione specifica
    – Consulenze
    – Hardware e software

    Domande a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili in base all’ordine cronologico di arrivo e senza graduatorie.

    (*) Garanzie assicurative/fidejussorie richieste in caso di opere murarie su beni di terzi e per l’acquisto di attivi immateriali.

  7. VOUCHER FINO A 5.000 EURO

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    Pubblicato bando per l’erogazione di voucher a favore delle imprese che intendono conquistare mercati internazionali attraverso la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali che si svolgeranno tra il 1° marzo 2017 ed il 28 febbraio 2018.

    L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto che copre l’80% delle spese di partecipazione fino ad un massimale di 3.000 euro per fiere internazionali in Paesi Europei (UE a 28 compresa l’Italia), e di 5.000 euro per le fiere internazionali in Paesi extra-europei.

    Sono ammissibili tutte le spese sostenute in qualità di espositore, fatta eccezione per le spese di trasferta (vitto, alloggio trasporto).

    Beneficiari della presente iniziativa sono i seguenti settori economico-produttivi:
    a) manifatturiero (codice primario Ateco 2007 lett. C);
    b) fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (codice primario Ateco 2007 lett. D);
    c) raccolta, trattamento e fornitura di acqua, gestione delle reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e recupero dei materiali (codice primario Ateco 2007 lett. E);
    d) costruzioni (codice primario Ateco 2007 lett. F);
    e) servizi alle imprese (codice primario Ateco 2007)
    – H 52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti;
    – J 58 Attività editoriali;
    – J 59 Attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video, di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore;
    – J 62 Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse;
    – J 63 Attività dei servizi d’informazione ed altri servizi informatici;
    – M 71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria;
    – M 74.1 Attività di design specializzate;
    – M 74.2 Attività fotografiche;
    – R 90.01 Rappresentazioni artistiche;
    – R 90.02 Attività di supporto alle rappresentazioni artistiche.
    Domande a partire dalle ore 8:00 del giorno 20 febbraio 2017 fino alle ore 19:00 del 27 febbraio 2017.

  8. NUOVO BANDO: Selfiemployment

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    Nuovo bando per chi ha una età compresa fra 18 e 29 anni, è disoccupato e vuole aprire una attività d’impresa o uno studio professionale.

    La misura SELFIEMPLOYMENT eroga un finanziamento fino a 50 mila euro a tasso zero e senza garanzie a sostegno di iniziative di autoimpiego ed autoimprenditorialità.

    Il prestito copre il 100% del programma di spesa e va restituito in 7 anni secondo tre modalità:

    1. Microcredito, per programmi di spesa tra i 5.000 ed i 25.000 euro
    2. Microcredito esteso, per programmi di spesa tra i 25.000 ed i 35.000 euro
    3. Piccolo prestito, per programmi di spesa tra i 35.000 ed i 50.000 euro.

    Spese ammissibili:

    1. Impianti, macchinari ed attrezzature (anche usati) per lo svolgimento dell’attività
    2. Hardware, software e mezzi mobili targati
    3. Ristrutturazioni di immobili (nel limite del 10%)
    4. Spese di gestione per l’avvio dell’attività (merci, utenze, canoni di locazione, prestazioni di garanzie assicurative, personale dipendente e collaboratori)

    Domande a sportello fino ad esaurimento fondi

  9. DICHIARAZIONE D’INTENTO: Nuovo modello dal 01/03/2017

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    agenzia-delle-entrate-logoCon il provvedimento del 2 dicembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il nuovo modello della dichiarazione d’intento con le relative istruzioni e specifiche tecniche: tale modello, deve essere utilizzato dall’esportatore abituale per effettuare operazioni di acquisto (o importazioni) di beni e ricevere prestazioni di servizi senza l’applicazione dell’Iva.
     
    Nella nuova versione del modello è stata eliminata una delle tre modalità di acquisto con dichiarazione d’intento, ossia quella riferita alla presentazione della dichiarazione a valere per un determinato periodo di tempo (ad esempio dall’1/1/2017 al 31/12/2017). Restano, pertanto, solo due modalità di acquisto tra le quali l’esportatore abituale potrà scegliere:
     
    • presentazione della dichiarazione per singola operazione, indicando l’importo della stessa nel campo “una sola operazione per un importo fino a euro” (campo 1),
    • presentazione della dichiarazione d’intento riferita ad una o più operazioni, fino a concorrenza di un determinato ammontare, da indicare nel campo “operazioni fino a concorrenza di euro” (campo 2).
    Tale nuova versione del modello della dichiarazione d’intento dovrà essere utilizzato obbligatoriamente per le dichiarazioni d’intento riferite a operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017.
     
    QUANDO IL VECCHIO MODELLO HA VALIDITA’
     
    Le operazioni di acquisto che avverranno fino al 28 febbraio 2017 devono essere comunicate con la dichiarazione d’intento nella versione attualmente in uso. Il vecchio modello resta inoltre ok per tutto il 2017 a patto che siano stati compilati il campo 1 “una sola operazione per un importo fino ad euro” o il campo 2 “operazioni fino a concorrenza di euro”. Invece, nel caso in cui siano stati compilati i campi 3 e 4 “operazioni comprese nel periodo da”, indicando un periodo che termina oltre il 28 febbraio (ad esempio, dal 01/01/2017 al 31/12/2017), la dichiarazione sarà valida solo per le operazioni che avverranno fino a questa data. Per le operazioni di acquisto a partire dal 1° marzo 2017 occorrerà quindi presentare un’altra dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello.
     
    NUOVO MODELLO, ATTENZIONE AGLI IMPORTI
     
    Particolare attenzione deve essere riservata alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione, che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione d’intento (al campo 2 della sezione “dichiarazione”). Se l’esportatore abituale, nello stesso periodo di riferimento, vuole acquistare senza Iva per un importo superiore a quello inserito nella dichiarazione d’intento presentata, ne deve produrre una nuova, indicando esclusivamente l’ulteriore ammontare rispetto a quello precedentemente riportato fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva.
  10. IN VIGORE L’ACCORDO TRA UNIONE EUROPEA E AFRICA DEL SUD

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    Di tassello in tassello, i legami tra l’Europa e l’emergente continente africano si fanno più stretti. Da una settimana è infatti entrato in vigore l’accordo di partenariato economico (Economic partnership agreement) tra l’Unione europea e cinque tra i quindici Paesi dell’Africa meridionale membri della Sadc: si tratta di Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e SudAfrica, mentre il Mozambico, in cui il processo di ratifica dell’intesa è ancora in corso, si unirà al gruppo in un secondo momento.

    Gli accordi di partenariato consentono un graduale abbattimento dei loro dazi, in modo da salvaguardare la crescita di alcuni settori chiave delle economie locali.

    Già dal 2000 Bruxelles godeva di un accordo di libero scambio con il Sudafrica, in virtù di questa nuova intesa l’accesso preferenziale della Ue al mercato sudafricano si estende anche ai prodotti agricoli; e poichè il SudAfrica è in regime di unione doganale con gli altri quattro paesi coinvolti dell’accordo, questi vantaggi per l’Europa vengono estesi anche a tali mercati.

    I PAESI COINVOLTI

    In questi cinque Paesi (Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e SudAfrica, e presto anche Mozambico) abitano 90 milioni di persone , potenziali consumatori di domani.

    In Botswana, il più ricco del gruppo, grazie ai diamanti il reddito pro-capite è già di 15.700 euro all’anno.

    Secondo Bruxelles, l’accordo dovrebbe portare nell’immediato a un aumento delle importazioni europee soprattutto di carne rossa e di zucchero, ma anche di prodotti lattiero-caseari, ittici e tessili.

     

    Fonte: Il Sole 24 ore